l'insostenibile leggerezza dello schifo - Alice Nember
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l’insostenibile leggerezza dello schifo

E poi ti capita di arrenderti.

Che lo sai che è una cazzata, perché il minuto in cui lo fai, potrebbe distarne 20 dal momento in cui succede LA COSA, con le lettere maiuscole.
Però lo fai lo stesso, TI ARRENDI perché farlo può essere consolatorio: esattamente ciò che legittima la pochezza che senti dentro, vedendola proiettata fuori.
Una persona una volta mi disse che arrendersi non è essere perdenti, ma abbandonare la cieca speranza, abbracciando la realtà.
E, che che se ne dica di sogni e dintorni, il fatto di vivere una crudele realtà, è forse l’unica cosa veramente liberatoria che ci si possa concedere, senza essere essenzialmente ipocriti too much…
Michela Giraud, nel suo monologone alle Iene, ha dichiarato che: “ In un’epoca in cui tutti vogliamo essere migliori, e tutti siamo prigionieri dello sguardo degli altri, darci la possibilità di fare schifo è un atto rivoluzionario.”.
Vogliamo darle torto?
Siamo così concentrati nel voler essere accettati per la nostra inconsistenza, da non renderci conto di quanto rasentiamo il ridicolo.
Tipo, ci avete mai badato?
Una delle frasi più utilizzate nelle caption delle foto “chiappe scoperte” di Instagram, è “…dopo la tempesta, torna sempre il sole”, fa sorridere no?
Spargete le natiche sulle pagine social, ma non volendo correre il rischio di essere banalmente vanesie, le infarcite di idiomi volti alla speranza!
E lo fate con convinzione tale da farmi chiedere, quand’è che voi avete, oggettivamente visto, la spunta blu dell’arcobaleno?
Quando è davvero fattibile mettere via galosce ed ombrellino, ad appannaggio di costume da bagno e pareo?
…e se fosse che il Corvo aveva torto, e può piovere per sempre?
Passi la vita sentendoti dire che devi pensare positivo, che non ti viene dato un grammo di più di difficoltà rispetto a quello che sei in grado di sopportare, eppure… ma vaffanculo non ce lo vuoi mettere?
Sembrano esserci persone alle quali va tutto bene, ed altre che hanno davvero imparato a danzare sotto la pioggia, ma ci sei pure tu… che cazzo, hai abbracciato la gratitudine, accettando di vivere giorno per giorno; ma poi non ce la fai a non domandare mai il perché delle cose, che la forza di affrontarle, l’hai persa mezzo chilometro di fallimento fa.
Tra i sorrisoni e i successi dei propinamenti continui di perfezioni imperfette, il mal di stomaco da invidia latente, richiede ben più di un Gaviscon Advance!
…ma, se l’ammetti sei una merda (dis)umana!
Quindi è okay se tu, che di vittorie non ne vedi dagli ultimi mondiali di calcio ai quali abbiamo partecipato, ti arroghi il diritto di fare schifo!
Hai ragione se dici che fai schifo!
Perché tu fai schifo.
E, alla fin delle finite, non va comunque bene così?
Si, perché va bene nel momento esatto in cui il tuo ex si è rifatto una vita dopo averti tradita e mollata; nell’istante in cui hai realizzato che hai buttato anni in un lavoro dove ti hanno resa un limone ammaccato; nella parentesi di quell’amico che aveva giurato eterno sodalizio, e che ora è chissà dove; nel baratro di tutto quel passato che il presente se l’è inghiottito ed ora minaccia il futuro… in tutte queste cazzo di bolle temporali, tu hai il sacrosanto diritto di fare schifo!
Pure se è colpa tua, che ti sei fatta trascinare in questo perverso gioco autocommiserativo, fai schifo uguale bella!
Esatto, ripeti dopo di me: IO FACCIO SCHIFO
MI ARRENDO PERCHÉ FACCIO SCHIFO.
Alzi la mano chi si sente meglio…
🙋🏼‍♀️🙋🏼‍♀️🙋🏼‍♀️🙋🏼‍♀️🙋🏼‍♀️🙋🏼‍♀️🙋🏼‍♀️🙋🏼‍♀️🙋🏼‍♀️🙋🏼‍♀️🙋🏼‍♀️🙋🏼‍♀️
Ps.
Ah, poi, se vuoi, domani smetti, perché anche se tu fai schifo, e le tue chiappe non meritano una caption su Instagram,
che dopo il temporale arriva il sole è vero lo stesso, magari non sarà domani…ma arriva uguale