...e brindo alla mediocrità - Alice Nember
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…e brindo alla mediocrità

Allora, vorrei dire a tutte quelle persone che si sentono in un buco nero, che quello che sentite non lo sentite solo voi!
Ed il nero che vi invade, non vi esclude dal resto del mondo, ma vi da un biglietto d’ingresso ad un club inclusivo, dove nessuno è escluso.
La vostra consapevole incapacità nell’avere una cartina stradale per la felicità , e la (già citata) autorizzazione al fare schifo, è una condizione condivisa, ma allontaniamoci dai gruppi votati alla sofferenza, così come quelli dediti alla resilienza, a seconda del momento e della necessità.
Faccio outing e lo ammetto: immaginavo che la vita mi avrebbe detto diversamente, e speravo di cavarmela circumnavigando la mediocrità, per trovarmi nel Regno del Successo e della Soddisfazione!
…e invece…
Ed è all’ora che ho fatto a me stessa il dono della resa!
Non un regalo wow, niente occhi a cuoricino, niente brillocco di Tiffany; piuttosto l’ennesimo paio di leggins neri, che hai già, ma sono una comfort zone, della tua taglia, stanno bene con tutto, e alla fine un paio in più non guasta.
Ecco, accettare di non essere straordinaria, di far parte di una media che non eccelle, di non discostarmi troppo dall’ordinario, è quel paio di leggins.
Mi fanno sentire adeguata: ai sogni irrisolti, alle mancanze che sfiancano, al livello sceso.
Ed io sto bene!
Come ho fatto?
Beh, prendendomi molta cura di me, scegliendomi una lentezza che mi calza a pennello, e godendomi la noia ed il vuoto.
Cammino all’aria aperta, leggo tanto, mangio con lentezza cose buone, bevo caffè appoggiata ad un banco che conosco e dove non devo chiedere nulla che non sia “il solito”, e resto a faccia in su al sole che scalda, con Rudel sempre vicino, e la testa svuotata… non è niente di eccezionale, ma mi da la misura di quanto le cose note, rassicuranti nella loro ripetitività, possano riempire giornate tutte uguali, ma lo stesso pregevoli.
Al netto di uno straordinario troppo raro, la mia accettazione mi rinfranca, e mi da un senso.
…lo so, non è un discorso da vincenti, ma a quelle auto-motivazioni aggressive ed operose, io non riesco ad accostarmi, senza sentirmi impantanata tra aspettative e meglio, che dovrebbe ancora venire, e così non è, quindi schivo l’eccezione, e mi faccio regola.
Inconsciamente, forse, mi nutre l’illusione che, così facendo, magari quando incontrerò il fantomatico “eccezionale”, sarò pronta e me lo godrò per davvero veramente!
…magari mi troverò serena a respirare, senza aspirare a nulla, e bla bla bla!
Cosa auspicare per me stessa me lo sono scordata, avevo da fare altri 4 passi