Wake me up when September start - Alice Nember
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Wake me up when September start

Settembre.

Per me ha sempre significato “inizio”, il lunedì dell’anno, la ripartenza, il calcio di inizio.

30 giorni nei quali fare progetti, dichiarare intenti e promettere a me stessa le cose migliori.

E’ un settembre strano, viene alla fine di un’estate che non è stata estate!

Non so la vostra, ma la mia non è somigliata a nessuna delle estati della mia vita, e si che ne ho vissute di pessime, a tratti terribili, qualcuna indimenticabile, ma mai nessuna è stata tanto breve, tanto opprimente nel pensiero e nelle azioni, così priva di eventi e di musica, di abbracci e di valigie disfatte per giorni…

Tuttavia settembre è arrivato!

e se la primavera non è riuscita a far fiorire nemmeno un pensiero positivo, il benché minimo spiraglio di rosa, la più piccola speranza di rinascita; chissà che non ce la faccia settembre!

Settembre con quel suo sapore misto di fine e di inizio, quelle sue giornate più brevi ma non per questo meno intense; quella sua accanita ripresa di normalità che sa sempre un tantino troppo di routine, ma che alla fine proprio perché è così rassicura e coccola… come la mamma, che se anche rompe, serve, nessuno può essere lei come lei… ecco, in ugual modo settembre lo si vive col naso ritorto, eppure con gli occhi che un po’ luccicano davanti alle cose che sono quelle di sempre, perché le si spera sempre differenti!

 

Io?

Beh, io ho grandi progetti, discese ardite e risalite, elenchi su elenchi su elenchi, promesse solenni, ed un ritardo incipiente, che mi porta a parlare di inizi, con un giorno di ritardo…

Ca va san dire?

Se così non fossi non sarei io, ed il mio settembre rischierebbe di essere qualunque, mentre io lo voglio leggendario!

…come?

Ricolmo di sorrisi, colorato fuori dai margini e con le tonalità sbagliate. Lo voglio troppo, maiuscolo, in grassetto, e urlato. Lo voglio eccessivo, quasi fluo, sbigottito e sorpreso e intenso. Vero senza maschera, e se ne deve avere una, non deve coprire la bocca, che voglio vedere sorrisi, e baci, e boccacce.

Io settembre, ripongo in te la speranza, che è una fregatura che sa di amaro, ma se per una volta diventa realtà quella cosa che chiamano sogno, cazzo che meraviglia che può essere!

…e voi, come lo vorreste il vostro?