Post it e bigliettini e note - Alice Nember
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Post it e bigliettini e note

Il lockdown portato dal Covid19, mi ero detta, mi porterà a scrivere tanto.

Ho tempo, non ho nulla da fare, non posso andare da nessuna parte, non mi posso incontrare con nessuno, non ho orari che mi impongano nulla, quale occasione migliore di mettere nero su bianco idee ed iniziative, appunti e spunti?

Ed oggettivamente ho scritto tanto, ma tanto tanto tanto…

Post it che stazionavano su specchi e superfici, incollati in ogni dove; bigliettini colorati infilati tra agende e libri letti; note registrate sull’iPhone nelle brevi passeggiate con Rudel; un ordine sparso quanto mai disordinato, che ha caratterizzato il mio stato d’animo nei giorni di isolamento: la confusione.

 

Ebbene si, sono stata particolarmente confusa in quelle settimane, un burrone colorato e casalingo, arredato con le cose che chiamo casa, ma che ho ben presto identificato con una prigione… e lo smarrimento di non sapere perché, proprio in casa mia, tra le mie cose, circondata dalle mie scelte, io mi sentissi così, svuotata dal mio quotidiano, e stra piena di domande, mi ha fatto male.

Vorrei saper usare parole meno banali per definire le sensazioni, ma la realtà è che “male” è l’unico termine perfetto in questo frangente!

 

Io, al dolore, ho sempre affidato un ruolo ben poco centrale nella mia vita; so che si suol dire che il dolore insegni, ed altrettanto conosco il potere che gli viene attribuito nel formare il carattere; tuttavia io non l’ho mai interpretato così.

 

“Sei una guerriera”

Viene spesso data questa definizione di me, ma io sono una moderna Sally, sono una donna che non ha più voglia di fare la guerra! Ho partecipato, sono stata sconfitta, riporto le cicatrici su di me, ed ora della guerra sono francamente stufa!

 

Per me il dolore è guerra, imposta da altri, dalle circostanze, da noi stessi, poco importa, sempre e comunque di guerra si tratta! E non la voglio! La rifiuto!

Durante i giorni di chiusura, in una Brescia che somigliava ad un campo di guerra, città lombarda ferita in un orgoglio, quello sanitario, che è una perla del nostro firmamento, mi sono come spenta, messa in stand bye, giocoforza lontana sopratutto da me stessa.

 

E quindi, tornando a monte, si, ho scritto veramente tanto!

Sorrido davanti a post it foglietti e note varie e variegate, perché ciò che viene riflesso sono specialmente progetti… mi sono venute in mente tante cose, cose che voglio, realizzare fare concretizzare.

Voglio un secondo cane; voglio guadagnare di più; voglio mettere la carta da parati colorata; voglio vedere tutte le capitali d’Europa prima dei 45 anni; voglio riscrivermi all’università; voglio conoscere una persona speciale; voglio rifare gli infissi; voglio mangiare il sushi; voglio scrivere per lavoro; voglio fare il cammino di Santiago; voglio un figlio; voglio ballare ubriaca; voglio un terrazzo; voglio partecipare ad un certo programma; voglio organizzare una festa a tema; voglio farmi le punturine di collagene al viso; voglio un altro cane; voglio una parete stra piena di quadri; voglio passare le giornate d’estate rivedendo le persone delle quali mi sono privata in queste settimane; voglio rifarmi le sette; voglio studiare il manuale delle buone maniere di Csaba; voglio un bagno tutto nuovo; voglio avere i fiori freschi quasi sempre in casa; voglio farmi fare altre foto; voglio incrementare la ricerca per la cura alla fibrosi cistica; voglio diventare brava in quello che faccio;  voglio continuare a dire quello che penso…

 

E ci sono cose serie e facete; cose che richiederanno poco tempo e cose in cui ne investirò molto; ci sono cose che inseguirò per quasi tutta la vita, ed altre alle quali rinuncerò; ci sono cose che ho già iniziato, e cose che già so che non farò; ci sono cose importantissime, e grandiose cazzate che amo raccontare prima di tutto a me stessa, ma vi assicuro, mentre scrivevo quei post it biglietti e note sul telefono, ogni cosa la pensavo… e soprattutto la volevo.

 

In un post, ho scritto che non so cosa mi abbia insegnato quel periodo, ma so che mi ha lasciato una serie di “cose” che voglio diventino… e sebbene certune siano assurde, sebbene alcune siano improponibili, sebbene ce ne siano di veramente dure, io credo in ognuna di loro!