la prospettiva del Cactus - 2021 - Alice Nember
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ricominciare

la prospettiva del Cactus – 2021

RICOMINCIARE.

Non è un’idea dall’accezione sempre positiva, ne che delinea i tratti di una storia che debba avere uno scontato lieto fine; eppure, è la parola giusta, ed io scelgo anche di caricarla di significato.

Tiè!

Oggi ricomincio.
Non solo a scrivere sul blog, che già non è poco, ma anche a riprendermi, lì, da dove mi ero lasciata.

Il 19 gennaio è un tantino troppo tardi per fare buoni propositi, ma come ho sentito dire qualche giorno fa dalla Pina, gennaio è quel mese (solitamente lunghissimo, ma che a sto giro mi sta volando – sarà la vecchitudine…) durante il quale, il nuovo noi cerca di emergere su quello vecchio, che solitamente si sta facendo in quattro, pur di farci fallire!

Ergo, questo giorno senza arte né parte, senza le velleità nefaste del lunedì; che è a metà mese si, ma pure oltre; con quel clima ignobile, che fa freddo certo, ma senza pioggia, neve o sole inatteso; mi pare la più meglio tabula rasa dove scrivere i comandamenti del 2021 secondo Alice.

Post scriptum (si in mezzo al post, embè? problemi?): i buoni propositi mi sono sempre riusciti ostici.

Ho una natura fancazzista di base, sono inconcludente per vocazione, e mi saboto spesso e volentieri per indole.
Con un terreno così infertile, giusto i cactus…

E allora facciamo così, facciamo che siamo in un campo di cactus, e che io sono la Regina dei Cactus, la Gran Visir delle piante grasse e spinose, e RICOMINCIAMO proprio da qui, da un cactus, dato che, per altro, solo io so, quanto mi abbiano spesso dipinta ed appellata così.

Una Cactus che detesta la parola resilienza tanto quanto il concetto di resilienza stesso; che inorridisce nel parlare e sentir parlare di guerrieri o eroi (fatta eccezione per la Marvel e le Sailor); e che prima di arrivare a se stessa, perfino lei perde la trebisonda almeno 3-4 volte…

Ecco tutta questa persona lì, schiacciata in un metro e mezzo o poco più, oggi si applica e RICOMINCIA.

Lo fa scrivendo un post dove annuncia di farlo, e non tiene le dita incrociate mentre promette a se stessa di tornare ad essere; dopo tanti mesi passati a resistere, a tener duro, a lasciarsi trascinare o affossare, a non finire le giornate con gli occhi asciutti.

Lo fa stilando una lista (Dio, quanto mi piacciono le liste!) delle cose da fare, da programmare, da non dimenticare, da imparare a sognare.

Lo fa in un giorno qualsiasi, dentro una settimana qualunque, di un anno come tanti.

Niente rincorsa, niente tuffi, niente trattenere il fiato, semplicemente RICOMINCIARE.